Libro di culto degli anni Ottanta, Diario della tartaruga è un romanzo di deliziosa ironia, la vicenda di due solitudini che si incontrano e si riconoscono ma senza violarsi, in una Londra di librerie, casamenti per single, supermarket troppo illuminati e tristi storie alle spalle. William G.
[...] e Neaera H. sono due quarantenni solitari. Lui è divorziato, lavora in una libreria e pensa troppo spesso alla moglie e alle due fìglie. Lei non è mai stata sposata, scrive storie per bambini e ha ormai accettato la propria solitudine. Si incontrano all'acquario dello Zoo, davanti alla vasca delle tartarughe: intuiscono di condividere il desiderio di liberarle. L'intento comune non comporterà quasi altro tra loro, lontani l'uno dall'altra così come le tartarughe sono lontane dalle vicende dei loro presunti salvatori. E il finale riserverà a entrambi una sorpresa. Malinconico ma felice apologo sulla distanza che ci separa dal mondo animale, Diario della tartaruga è il libro più amato di Russell Hoban, uno dei più imprevedibili narratori di lingua inglese degli ultimi trent'anni. Le sue fiabe per adulti e per bambini - chi non ricorda Il topo e suo figlio ? - costituiscono dei frizzanti intermezzi fantastici, cogliendo il potenziale di grazia e felicità riposto in ogni gesto inopportuno rispetto alla quotidianità artificiosa e alienante della vita urbana.