Donnici, Cosenza, 1855. La notte avvolge la tenuta dei Carini, il silenzio regna sovrano. La luna piena veglia sui campi addormentati. All'improvviso, il galoppo disordinato di un cavallo rimbomba sul viale.
[...] Alba Carini trattiene il respiro, il cuore le martella nel petto, e la voce interiore che a volte torna a farle visita le sussurra: «Hanno ucciso papà». Il mattino seguente arriva la notizia che infrange ogni dubbio: Severino Carini, botanico illuminista e difensore dei contadini, è stato assassinato a Cosenza. Poco dopo, l'uomo accusato dell'omicidio viene avvelenato in carcere. Una morte troppo comoda, che apre uno scenario inquietante: chi ha ordinato davvero l'agguato? Nella Calabria ottocentesca, terra di soprusi e credenze arcaiche, ha inizio l'epopea dei Carini, famiglia di nobili decaduti, e dei due giovani rampolli Alba e Sostene, gemelli inseparabili dagli occhi grigi chiarissimi, eredi dell'eleganza delle stirpi antiche. Nell'eterno vagare che li porterà dalla Calabria a Parigi, passando per Napoli, Sostene incontrerà il fervore rivoluzionario e repubblicano, mentre Alba, dopo un matrimonio imposto, diventerà guida e rifugio per donne fragili ed emarginate. Ma il passato, insieme agli antichi nemici, aspetta il momento propizio per tornare. Sullo sfondo dell'Italia preunitaria, sospesa tra spinte rivoluzionarie e tradizioni secolari, La congiura degli innocenti racconta una grande storia di coraggio, vendetta e rinascita, popolata di personaggi indimenticabili che accompagnano il lettore fino all'ultimo, tragico, colpo di scena.