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I commenti più recenti

  • La maestra

    Lucero, José Antonio

    • 05/03/2026
      Alessia Morciano Contemporaneo
      ambientato negli anni 30 ma decisamente attuale. Due maestre spagnole che cercano di trasmettere la libertà di pensiero ai propri alunni, andando contro il regime dittatoriale di Franco.
  • La felicità nei giorni di pioggia

    Clark, Imogen

    • 05/03/2026 Alessia Morciano Semplicemente meraviglioso
      Semplicemente meraviglioso, una storia che ti prende già dalle prime pagine con la lettura del testamento e l’ingresso di tutti i personaggi. Riesci ad amarli tutti per le loro personalità così diverse ma così unite. A tratti commovente. Spiace averlo finito…
  • L'uomo dagli occhi tristi : [romanzo]

    Pulixi, Piergiorgio

    • 16/02/2026 Un paese rinato grazie ai ventilatori...
      La vicenda si svolge in Sardegna (chi l’avrebbe mai detto?) tra Cagliari e l’alta Ogliastra, a Saruxi, un’amena località piena di fiori che un tempo veniva chiamata la capitale del vento, che spesso la sferza con violenza. Ma Enna, l’ex sindaco, l’ha trasformata in un “paradiso” grazie, appunto, al vento, che ha fatto arrivare a Saruxi soldi e lavoro grazie alle installazioni di pale eoliche che ormai riempiono il territorio. Una tragica mattina, come direbbero tutti gli scrittori che meritano questo nome, su una barca, in mezzo al lago di Saruxi, un turista, un pescatore d’acqua dolce, trova il cadavere di un ragazzo: lo hanno rasato, truccato e vestito con un abito da donna, anzi da prostituta, e anche con 23 coltellate sul giovane corpo sul quale qualcuno ha infierito. E da qui comincia l’indagine affida alle ispettrici Mara Rais ed Eva Croce. Come al solito si aggrovigliano casi di malavita, organizzazioni ambientaliste, altri omicidi che vengono scoperti, vicende personali, politica e anche di criminalità organizzata che vuole mettere le mani, anzi ce le ha già messe, sulle pale eoliche. Sopra tutto l’ottusità della magistratura che persegue un obiettivo maggiore, (figuriamoci!). Ma il romanzo, come tutti quelli di Pulixi potrebbe terminare con un “arrivederci alla prossima puntata”. Comunque è un romanzo per passare il tempo e che devi finire al più presto perché non ti molla. Scritto con lo stile Pulixi, cioè scorrevole e che non dà tregua fino all’ultima pagina.
  • Un lampo nell'ombra : 1909, delitti, misteri e batticuore nella Regia Polizia Scientifica

    Rossi, Sergio <1970- >

    • 16/02/2026 Un "raccomandato" di successo!
      La vicenda avviene nel 1909. E’ stata appena costituita la “regia polizia scientifica” ed Enea Rossetti, appena assunto, viene inviato a Bologna per apprendere il mestiere nell’ambulatorio del dottor Montanari, medico legale, che trova mentre fa un’autopsia ad un poliziotto ucciso recentemente. Enea è raccomandato da un ricco signore romano che lo ha affidato al Capo ufficio Affari riservati, padre di Elena Bentivoglio De Lorenzis detta Conchita, una diciassettenne tutta pepe, tifosa di Marinetti con la capacità di attirare guai. La storia è un giallo complicato che riguarda un possibile attentato allo Zar che sarà di passaggio in Italia. Il racconto è inframmezzato da cenni della storia di quel periodo e di quella di Bologna di allora dove erano attivi gruppi socialisti e anarchici, dove nasce la società calcistica e dove esistevano ancora le mura. Difficile da leggere, ma poi la fine arriva e i due: Enea e Conchita si fidanzano e la passione di lei, che vuole diventare medico, viene soddisfatta.
  • Le cose umane : [romanzo]

    Tuil, Karine

    • 16/02/2026 La violenza non è riservata solo a "caste" deboli...
      Qui, quattro personaggi: Claire, brillante saggista femminista, Jean suo ex compagno, giornalista politico di punta della televisione; Adam Wizman, il nuovo compagno e Alexandre, figlio di Claire e Jean, promettente studente universitario, danno vita ad un romanzo che francamente ho trovato complicato e noioso fino a leggerne, qua e là qualche pezzo fino alla conclusione. Ad un certo punto Alexandre, figlio modello, è accusato di avere abusato sessualmente di Mila, la figlia di Adam, mettendo in moto la macchina giudiziaria e provocando la caduta mediatica dei Farel, loro che vivevano solo per la “notorietà”. Karine Tuil tenta di descrivere la cultura della violenza, violenza col consenso o no? La parola del "violentatore" contro quella della "violentata". Chi ha ragione? E poi l'opinione pubblica! Di fatto la rovina di una famiglia e una condanna. Un argomento più che attuale, ma a mio parere scritto, o forse tradotto, in maniera nervosa e non obiettiva.
  • La libreria del venerdì

    Natori, Sawako

    • 16/02/2026 bibliotecari missionari
      La libreria è situata all’interno di una stazione ferroviaria vicina a Tokio. Li, secondo una leggenda metropolitana, si riesce sempre a trovare ciò che si cerca, cioè il libro giusto. Fumiya arriva lì e trova un libro che il padre, ormai in fin di vita e ricoverato, gli ha chiesto di portargli. Li incontra i personaggi che vi lavorano: Makino, Yasu e Sugawa. Lì, Fumiya, che fa lo studente si trova bene e chiede alla direttrice di lavorare part time. Ha sempre odiato i libri, pur essendo figlio di un proprietario di diverse librerie e accanito lettore. Non si capisce bene se Fumiya vuol stare nella libreria perché i libri iniziano ad interessarlo o perché ad interessarlo è la direttrice dagli occhi grandi: Makino. Così la libreria diventa un luogo di osservazione interessante e da lì osserva la storia di Inohara e Semi che si era fatto la plastica al volto per non farsi riconoscere, ma tant’è alla fine pare che i due timidini riescano a trovare un punto d’incontro. Poi c’è l’incontro con un ragazzo ancora bambino: Tsumoro Nagisa, un tipetto che fin da piccolissimo fa l’attore, in genere per pubblicità. Chiaramente anche lui è un po’ disagiato e anche lui finisce per dare una mano in libreria sulla scia della lettura di Momo, il libro di Ende. Nei vari capitoli diversi clienti trovano il libro adatto a loro. Comunque la narrazione è un po’ troppo discontinua, anche se il tutto è finalizzato a far capire come funziona una libreria e come i giapponesi percepiscono o si avvicinano al mondo della lettura. Mi è piaciuto? Direi di no. Molti temi come ad esempio il rapporto padre-figlio vengono accennati e poi lasciati, come il rapporto Fumiya-Makino che presupponeva la nascita di un grande o placido amore. Chi cercasse una trama compatta con personaggi coerenti rimarrebbe deluso.
  • Italianità adriatica : le origini, il 1945, la catastrofe

    Pupo, Raoul

    • 16/02/2026 Molto dettagliato
      È un libro storico, presentato recentemente alla Biblioteca Oriani, e ha, come sottotitolo, “Le origini, il1945, la catastrofe”. Del resto Raoul Pupo, che ne è l’autore è uno storico, insegnante all’Università di Trieste. La sua è una disanima della nascita dell’italianità nella Venezia Giulia e sulla costa orientale adriatica. Senza parlare degli albori che vanno all’Impero Romano, viene evidenziata una terra “contesa” tra italiani e slavi sotto vari dominii: ungheresi, austriaci, veneziani dove lingue e costumi convivevano, ma tutto è continuato con la nascita del regno d’Italia. Il fascismo ha “incentivato” l’italianità, diciamola così. Comunque una storia complicata che suscita interesse proprio perché complessa, e che ha fatto e continua a far discutere, dividere e, oggi forse un po’ meno, scontrarsi. Oddio, i cosiddetti o sedicenti comunisti si scontrerebbero volentieri armi in pugno, ma per ora…. “la cronaca ci informava di una scritta offensiva in sloveno e di mano ignota apparsa a grosse lettere sul monumento della foiba di Basovizza, nello stesso momento in cui i Presidenti delle Repubbliche italiana e slovena, insieme, inauguravano l’anno di Nova Gorica/Gorizia Città Europea della Cultura”. Di chi è la mano che ha apposto l’offesa? Con l’affermarsi della volontà italiana di darsi una patria con gli slogan che inneggiavano a Trento-Trieste italiane, l’impero Austroungarico preferirà sostenere la componente slava, croata e slovena, di fatto alimentando i nazionalismi dell’una e dell’altra parte e la conflittualità tra le popolazioni adriatiche. La prima e la seconda guerra mondiale porteranno alla resa dei conti e col fascismo che ha dato sfogo al più becero del nazionalismo razzista, una resa dei conti da persecuzione omicida. Con Tito, nasce quindi un disegno di eliminazione totale della presenza italiana in Jugoslavia, come scrive Pupo, attraverso “un programma assai serrato di smantellamento dell’italianità adriatica messo in atto senza risparmio di energie e senza alcuna ritrosia sui metodi da adottare”. (Aggiungerei con la complicità di parte degli italiani). Un programma per cui, tutt’oggi, per concludere ancora con le parole di Raoul Pupo, l’italianità adriatica è “intesa dagli sloveni e dai croati, come sinonimo di oppressione”. Ma, forse, per l’Adriatico è un prezzo troppo alto.
  • Il nido del corvo

    Pulixi, Piergiorgio

    • 16/02/2026 Un uomo "troppo" perfetto
      Anche questo romanzo di Pulixi è ambientato in Sardegna, Protagonisti sono due poliziotti super-bravi: lei è Viola Zardi e lui Daniel Corvo. Sparisce una ragazza e si ritrova la sua mano, ma come al solito la polizia brancola nel buio, poi, dopo qualche giorno si ritrova un’altra mano, ma è di una che viveva in Lombardia e che è morta da qualche tempo. Il maniaco si fa vivo anche con i due poliziotti con messaggi Whatsapp inviati dai cellulari delle vittime. Loro brancolano ancora nel buio spronati dai capi e dai magistrati. Attraverso le telecamere del territorio (Oristano in particolare), riescono a collegare i passaggi dalle loro abitazioni e quella della ragazza scomparsa. L’indagine si orienta anche nella scuola della ragazza scomparsa che è la stessa del ragazzo suicida figlio della “proprietaria” della mano della donna scomparsa in Lombardia. Si scopre una storia di bullismo di ragazze tra le quali quella scomparsa verso il suicida. La storia prosegue con la scomparsa di un’altra del trio delle bulle. In aiuto per la risoluzione del caso viene dalla gatta Dior della seconda bulla proprio durante il suo rapimento. Lei graffia il maniaco e questo fa risalire a tracce ematiche inequivocabili. Poi naturalmente alla fine il caso si risolve. Che dire di quest’opera di Pulixi: per chi ne ha già lette alcune questa è senz’altro più complicata e ridondante di aspetti personali dei protagonisti. Il poliziotto ha il padre in fin di vita, la poliziotta è “troppo” amante del poker e troppo indecisa col suo giovane amante. Poi il vizio di Pulixi e di altri autori italici è quello di far sentire ai loro personaggi musica anglo americana di dubbio gusto, almeno per me. Ma insomma direi che “Il nido del corvo” va letto anche perché la storia non ti molla, per cui….
  • Strani disegni

    Uketsu

    • 06/02/2026
      "È bravo ma non si applica"
      sinceramente mi aspettavo di più soprattutto vedendo i punteggi di questo libro, bella l'idea di impostare le storie su vari disegni e partire da questi per "investigare" su ciò che è successo ed il fatto che alla fine si uniscano tutte le storie assieme. Al tempo stesso ho trovato che la storia fosse troppo "semplice" poteva essere portata più a fondo quando invece per tutto il libro si è rimasti ad una semplicità base, avrei preferito un giallo più profondo... però nel complesso una bella e facile lettura, libro scorrevole e veloce.
  • Cuore capovolto

    Barbato, Paola

    • 02/02/2026
      cuore capovolto
      Thriller stupendo, letto tutto d’un fiato